SignoraAnonima on giugno 12th, 2008

Stavo pensando in questi giorni se e fino a che punto il nostro emisfero sinistro può dominare il destro.

Ragione vs emozione…

Riteniamo possibile decidere se e quando lasciarci andare all’innamoramento?

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15 Responses to “Al cuore si comanda?”

  1. Si dice che al cuore non si comanda.

  2. Che c’e’ di meglio che innamorarsi? il cuore non si comanda.
    Guia

  3. Chiara di Notte - Klára
    giugno 13th, 2008 at 10:58 am

    Al cuore non si comanda?

    E chi lo dice?

    Esistono forse dei postulati?

    PS: Hai un piccolo problema grafico, sicuramente un errore di HTML. In alto, sopra la barra di Blogger, appare una scritta:
    – - http://www.signora-anonima.blogspot.com/ 0.5 2008-06-12T17:18:20+00:00 daily

  4. Che c’entra il cuore? E’ una pompa, neanche troppo raffinata dal punto di vista tecnologico.

    Il centro di comando sta nel cervello.

    Un cervello fatto bene spande per il corpo il maggior numero di sensazioni utili (potenzialmente vantaggiose) ed il minor numero di sensazioni inutili (potenzialmente dannose).

    Gli astronauti ne sanno qualcosa.

    Avere paura prima di un esame è una sensazione inutile, avere paura della velocità in automobile è una sensazione utile.

    Stare bene con una persona è una sensazione utile, “innamorarsi” è una sensazione inutile.

    Dunque, per quanto mi riguarda, se hai un cervello fatto bene “al cuore si comanda”, se l’hai fatto male “al cuore non si comanda”.

  5. Uhmmm colpa della sitemap :-) )
    Grazie per avermelo fatto notare, non me n’ero accorta.

    *Chiara: Esistono forse dei postulati?*

    No Chiara, postulati no. Esistono i soliti luoghi comuni, che, come sai, amo smontare… piu’ per spirito critico e sperimentale che per pregiudizio.

  6. Duval, francamente credo e spero di non aver afferrato il tuo ragionamento. Che significa “sensazione utile o inutile”?

    E’ utile o no in base a tua valutazione e tutto e’ mutevole: se in un momento particolare sei scontroso e annoiato da tutto, avrai sensazioni opposte rispetto a quelle che normalmente provi.

    Anche aver paura di un esame non � rigidamente “inutile”.

    La paura, tutto considerato, attiene la sfera del ragionamento, nonostante risieda nell’emisfero destro o, meglio, � una manifestazione liberata dallo stato emotivo, per� filtrata dal pensiero.

    Magari…e’ inutile aver paura della morte.

    Io che al cuore comando con disinvoltura, sapessi quante volte ho avuto paura di un esame e – credo – in condizioni non meramente emotive.

  7. Io odio sempre di più il virtuale.

    La necessità/volontà di sintetizzare produce incomprensione.

    Come si può ragionare, ognuno con le proprie idee, su questioni che non si riesce neppure ad esplicare?

    Volevo dire:

    un bambino piccolo ha un cervello fatto male, infatti non gli spande sensazioni di paura sul davanzale ed il piccolo si lascerebbe tranquillamente cadere nel vuoto; poi il cervello cresce, “impara” e, normalmente, diventa un cervello fatto bene, relativamente al rapporto con il vuoto;

    un individuo che non si innamora ha un cervello fatto bene, un cervello che gli evita ansie, tachicardie, follie economiche, strapazzi fisici e mentali, tragedie famigliari, …, basti pensare che per questa condizione è stato coniato l’avverbio “perdutamente”.

    Confutazione:
    e tutte le sensazioni piacevoli dell’innamoramento ?

    Replica:
    e la valutazione costi/benefici? Per il fumatore è un piacere fumare, meno un cancro al polmone; per il mangione è un piacere il cibo, meno l’infarto coronarico, …

    Comunque il cervello fatto bene o male non lo possiamo scegliere e per sensazioni “utili” o “inutili” intendevo solo gli impulsi che si traducono in comportamenti potenzialmente vantaggiosi o dannosi per il nostro equilibrio fisico e mentale.

  8. Hai visto? Quando si dice: chiedi e ti sara’ dato :-) )

    Non e’ poi cosi’ male il virtuale, se persone di buona volonta’ e intelletto sono disponibili a chiarire le proprie considerazioni.
    Tu lo hai fatto e bene.

    Ora ci siamo intesi: a me e’ bastato chiederlo, a te spiegarlo.

    In fondo, era quello che volevo, perche’ io avevo capito… ma mi piace “ravanare” nelle pieghe del confutabile, ove possibile, per rovesciare l’implicito.

    Lo faccio anche con me, sai?

    In tutta franchezza, e’ un esercizio stilistico che mi concedo con pochi, pochissimi. Quelli, appunto, che considero capaci di stare al gioco comunicativo, perche’ intellettualmente vivaci e attraenti.
    (Sorriso sornione)

  9. Stavo pensando in questi giorni se e fino a che punto il nostro emisfero sinistro può dominare il destro.

    Stavo riflettendo che casino deve essere per i mancini …
    Ops …

    Malice

  10. Il cuore … Ahi, mi amor …
    Preferisco pensare che al culo non si comanda …
    Il cuore muove il mondo, si mormora.
    Ma come sostengo è il culo che ne regola il ritmo … Inteso anche come “fortuna”, ovviamente … Baci …

  11. @Malice Woman ha detto…

    Stavo riflettendo che casino deve essere per i mancini …
    Ops …

    E si’, non ci avevo pensato.

  12. Giusto, la vita del mancino è più complicata forse.
    Le stilografiche e la scrittura da sinistra a destra son fatte per i destrimani, i mouse del pc,quelli belli, sofisticati e con tante funzioni accessorie anche, noi non riusciamo ad impugnarli ed usarli adeguatamente.
    Questo non toglie che molti mancini abbiano imparato a non coprire il proprio scritto, a non assumere pose fantasiose o a privarsi dello stile e del piacere della scrittura.
    Il cervello è una “CPU” incredibile, perdonate il paragone ardito, è in grado di gestire ed imparare dai propri errori, costruendosi e adeguandosi con nuove e sempre piu’ complesse sinapsi.
    Si dice che il mancino ragioni al contrario, è vero, almeno nel mio caso. Concordo in pieno e ne traggo vantaggio.
    Ognuno di noi ha le sue peculiarità, i suoi strumenti, certo molto è frutto dell’ambiente nel quale si vive e vero, ma non abbiatevene a male, il mancino sa far pregio della sua diversità.
    Ragionare al contrario può essere vantaggioso l’imprevedibilità ci è caratteristica e ci denota.

  13. Si dice che il mancino ragioni al contrario, è vero, almeno nel mio caso. Concordo in pieno e ne traggo vantaggio.

    ———————–

    Ops … E come si ragiona non al contrario ???
    Qual è il ragionamento “dritto”, insomma?
    Perplessa, Bouche.

  14. @Bouche …
    chiara e palese conferma dell’imprevedibilità dei mancini.
    Noi si lascia sempre perplessi coloro che ci osservano, con cui ci relazioniamo, non ci capiscono tutto qui.Siamo dei diversi a nostro modo.
    Dovremmo riunirci in associazione, celebrare il nostro LeftSide’s Pryde per le strade delle città, Tutti a sinistra, mascherati da inglesi, tutti guidando contromano.

    Il mio saluto ed ossequio.

  15. Io sono destra, in alcuni casi ambidestra, in alcune situazioni maldestra.
    Ma mai “sinistra” … Eppure, caro anonimo, sono convinta di non avere un senso definito nel ragionamento.
    Spazio e vago, a tutto tondo.
    Ecco, ho risolto l’arcano, è semplicemente una questione di figure geometriche.
    Io faccio girare i pensieri attorno ad una “palla” sempre in movimento.
    Come definire se ragiono a destra o a manca?
    Ehm, devo dirlo però … coloro che mi perplimono, di solito, non sono coloro con cui mi relaziono.
    Non amo le lavagne bianche, nè i misteri svelati.
    Ma l’empatia è basilare.
    E chi mi crea dubbi, non oltrepassa le mie barriere.
    Scrivendo a braccio, all’alba, meglio di così non so dire.
    Kisses.
    Bouche

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