Camillot Ammazzadraghi era il più valente cavaliere di Re Artù: coraggioso, fedele, pronto al sacrificio per il suo Re e la sua Terra e … modesto; aveva ripetutamente rifiutato offerte di partecipazione al Grande Fratello e all’Isola dei Famosi gettando nello sconforto le ragazze del regno che avevano ormai un callo sul dito preferito. Camillot era il figlio che ogni mamma del regno avrebbe desiderato, danneggiando in tal modo involontariamente il Sovrano, goloso di cetrioli.
Ma la perfezione è un bruscolo nell’occhio del Diavolo, ed il Maligno riuscì ad installare un virus in quella macchina perfetta.
Se ne andava per boschi un dì il prode Camillot, progettando, al canto melodioso degli usignoli, una meritata vacanza al Burj al-Arab di Dubai: la stagione agonistica era stata dura e le battaglie avevano lasciato il segno sulle articolazioni; remise en forme di giorno e remise en cazz di sera, là c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il Re era stato tirchio, come al solito, promettendo lauti compensi al prossimo raccolto, intanto non c’era da scialacquare ma … pensava il prode Cavaliere … “io sono Camillot, non avrò certo bisogno di pagare”. Puri ed ingenui son gli Eroi, ma con le Escort si beccano craniate più dolorose che in battaglia.
Un canto, fra tutti il più melodioso, lo attirò irresistibilmente al fiume: una giovin fanciulla si bagnava nelle limpide acque; bianca era la sua pelle, biondi i suoi capelli … porca puttana! Un ramo ha fatto crack, lei si è girata impaurita … porca puttana! Ginevra! Porca puttana! Che tette!
Fuggì nel bosco sperando di non esser riconosciuto ma … il virus era penetrato; il Maligno ghignava, Camillot si struggeva, dimagriva ed impallidiva ammazzandosi di seghe e le tette di Ginevra erano sempre lì, a guardarlo sorridenti, a farlo soffrire. Andò dallo strizzacervelli, si imbesuì di benzodiazepine, nulla … Con tutte le tette che erano disponibili là nei campi … niente … l’eterno mistero del proibito … disposto ad essere messo a morte pur di succhiarle.
Quando la ragione cede subentra l’irrazionale e ci si affida a tutto: un dio, un santo, una sensitiva, un mago … un mago? Perdio! Merlino!
“Azzo, Camillot, ti vedo messo proprio male! Per un paio di tette, mah …”
“Tu fatti i cazzi tuoi. Hai una soluzione? Quanto?”
“Ci riesco, ci riesco … sono mille monete d’oro”
Mille monete d’oro … uno sproposito … con una moneta d’oro Camillot si poteva scopare tre o quattro ragazze di Ermelinda, roba di prima qualità, ma … il mistero … la difficoltà … la sfida … la collezione … e poi qui non era a pagamento, beh, veramente, non in modo diretto … molto, molto di più … ma mentalmente gratis.
“Va bene, però a rate trimestrali, dopo i raccolti; e una parte con azioni della Artù-Ginevra che è partecipata al 51% dalla Artù-Artù, al 48% dalla Ginevra-Ginevra ed al 1% dalla Azionisti-Sfigati”
“Ma sono titoli di merda! Piuttosto prendo il castello del Lago”
“Tu prendi i titoli e ricordati delle intercettazioni ….”
“Mio dio! Camillot! Cosa sei diventato! Un ricattatore … per un paio di tette … va bene, stai nei paraggi domani sera, il Re ti chiamerà”
Il giorno dopo, mago Merlino preparò un sacchetto di polvere urticante, promise a una governante di fare assumere il figlio, attualmente in carcere, come revisore dei conti della Artù-Ginevra, e le chiese di spargerne un poco nel reggiseno della regina Ginevra mentre era nella jacuzzi.
Ginevra si rivestì e, colta da prurito sempre più irrefrenabile, corse dal marito in cerca di soluzione; nella fretta dimenticò di bussare e trovò Artù con l’uccello in bocca alla cuoca sessantenne, 110 kg per 1, 50 di altezza.
“Mah … con uno scorfano così?”
“Di belle puttanelle dell’Est sanguisughe, ignoranti e sessualmente incapaci mi sono rotto le palle; questa non mi chiede nulla, me lo succhia come una dea, viene come una fontana, possiede la mia antica cultura e dopo mi fa il miglior astice alla catalana del regno … ma tu che cazzo urli a fare?”
“Ho un rush cutaneo, una allergia, qualcosa di pazzesco alle tette, chiama subito il professor Ammazzasani”
“Pronto? E’ lei, Professore? Ha già saputo? Cosa può essere? Cosa si può fare? Viene a dare un’occhiata?”
“Non c’è bisogno, la descrizione è sufficiente, la diagnosi chiarissima: occorre operare subito, mastectomia bilaterale; ho riservato un letto nel reparto solventi, sono 5000 monete d’oro per l’intervento, più 500 ogni giorno di degenza, regoli pure tutto con la mia amant … scusi, segretaria”
“Guarda, Ginevra, non è per i soldi … scusa un attimo … – lascia stare, Artemisia, si è afflosciato, ci vediamo dopo, grazie – … insomma, farsi segare le tette così, senza un altro parere … io sentirei Merlino … cosa dici?”
“Va bene, basta che facciamo presto, sto impazzendo”
Fu convocato Merlino ma il sindacato dei medici pretese la presenza di un moderatore, un tuttologo, un opinionista, un sindacalista, un politico di destra, uno di sinistra ed anche uno di centro, un giornalista vicino al Re ed uno vicino al Popolo, e, soprattutto, di Travagliot “che è super partes e sa tante cose”; in verità i sindacati richiesero anche la presenza di un blogger, uno qualsiasi “tanto sono tutti uguali-diseguali” (“uguali-diseguali? Cacchio significa?” “non lo so, ma è un ossimoro e ci sta sempre bene”), purchè sappia almeno chi era Re Artù; in tutto il regno non se ne trovò uno e i sindacati lasciarono perdere.
Discussero per sei ore delle cause del fenomeno; il buco dell’ozono causato dai gas serra provocati dalle scoregge delle vacche, i cibi contaminati dalle radiazioni nucleari, i rifiuti abbandonati in strada, le malattie portate dagli extra-regno; il tuttologo affermò che anche la moria delle api era in qualche modo collegata; l’opinionista puntò più sulla pandemia aviaria; in generale tutti sostennero “state distruggendo la terra”, nessuno disse “stiamo distruggendo la terra”; la sinistra incolpò la destra e la destra incolpò la sinistra; Travagliot incolpò di tutto un tale che nessuno conosceva; Re Artù taceva e pensava al pompino di Artemisia … alla fine Merlino disse:
“Oh! Non siamo nel Virtuale! Volete continuare a sparare cazzate o risolvere il problema?”
Cadde il silenzio. Nessuno ci aveva mai pensato: che fosse meglio risolvere il problema piuttosto che parlare, anche perché il gettone di presenza andava ad ore.
Merlino espose la soluzione. Semplice, rapida e senza impatto sulle casse del regno:
“Occorre una speciale saliva umana applicata per 4 ore, i miei test hanno dimostrato che quella di Camillot Ammazzadraghi è la migliore”
Fu convocato d’urgenza Camillot, che, su istruzioni di Merlino, si era messo in bocca l’antidoto alla polvere urticante…
E fu così che Camillot Ammazzadraghi leccò per ore le tette che aveva sempre sognato e venne pure festeggiato dalla corte come un eroe!
Questo narra la leggenda, in realtà Camillot, soddisfatto il desiderio fantastico, già dopo dieci minuti avrebbe lasciato perdere, ma Ginevra lo costrinse a completare le 4 ore prescritte da Merlino.
Camillot uscì dalla stanza di Ginevra con la lingua sanguinante, incazzato con Merlino che non gli aveva prospettato la cosa; si incontrarono nei corridoi e Camillot gli disse che non avrebbe pagato, tanto lo sfizio se l’era tolto, il Mago non avrebbe potuto confessare in quanto complice dell’inganno e poi … c’erano sempre le intercettazioni …
Il giorno dopo Merlino mise la polvere urticante nelle mutande del Re.
[articolo scritto da Duval]
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agosto 19th, 2008 at 5:05 pm
Dopo quella della del dito medio che indica la virtù sta in mezzo, che già ci aveva fatto ridere (parlo al plurale poichè siamo in due a leggere), questa ci ha fatto sbellicare … Applausi.
Penso che sarà riletta con attenzione dal mio lui che ha “colto” qualche scintilla tragicomica sulla quale io ho (volutamente?) tralasciato di analizzare (SIC!) …
Grande!
Bouche (e Fra, con blog in costruzione …) http://fragine.spaces.live.com/
agosto 19th, 2008 at 5:09 pm
EHM … Il commento precedente sembra scritto da una persona in preda a dislessia acuta.
Correggi, please … Ti prego stavo ancora ridendo!
Dopo quella della del dito medio che indica CHE la virtù sta in mezzo,
Penso che sarà riletta con attenzione dal mio lui che ha “colto” qualche scintilla tragicomica CHE io ho (volutamente?) tralasciato di analizzare (SIC!) …
BOUCHE grammaticamente e drammaticamente rossa di vergogna !!!!