SignoraAnonima on giugno 18th, 2008

Manco a farlo apposta, a pochi giorni da questo mio articolo, l’UE ha approvato il provvedimento che prevede che gli immigrati clandestini possano restare in carcere per un periodo fino a 18 mesi e che ci sia bando che vieta il loro ritorno per un periodo fino a cinque anni: una norma che gli attivisti sostengono metta a repentaglio i diritti umani.

Il limite dei 18 mesi al periodo di detenzione, è addirittura superiore a quello che vige attualmente nei due terzi dei 27 paesi del blocco.

Non mi interessa, in questa sede, esprimere considerazioni di merito.
Non ne ho sufficienti elementi e competenze.
La finalità di questi due post è di evidenziare, non solo le contraddizioni, ma le reali ipocrisie di chi alza polveroni per accusare, ora questo, ora quel Paese, di violare i diritti degli uomini.

A parole è suggestivo e i fatti?

Il punto che volevo evidenziare nel mio precedente post è questo:
al di là delle ipocrite affermazioni, c’è una precisa volontà europea di porre rigidi vincoli all’immigrazione. L’Europa, e temo anche quella orientale, non ha alcuna intenzione di integrare gli immigrati. Al contrario, mentre dichiara di prodigarsi a tal fine, ne ostacola il flusso.

Del resto, l’assunto dei progettisti era chiaro fin dall’inizio: fingere che la storia non avesse portato alla creazione delle singole patrie, delle diverse lingue, delle religioni, delle arti, insomma di tutto quello che forma la ricchezza delle nazioni europee e capovolgerne il senso nell’affermare che questa non era diversità ma uguaglianza.
Dover mentire era dato per scontato. Per questo hanno cominciato col produrre falsi attestati di uguaglianza dei diritti.

I Paesi che ho elencato sono i primi – ma non gli unici – tutori di quest’ordine.
E come un consolidato detto afferma: “la Francia prima è francese, poi è europea… socialista… popolare… conservatrice e chi più ne ha, più ne metta”; parimenti l’Europa: prima è la sommatoria di singole nazioni (leggasi salvaguardia dei propri territori), poi è aperta alle dichiarazioni circa i cambiamenti e chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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