C’è poco da disquisire, internet ha ribaltato il tradizionale sistema comunicativo: in pochi anni la comunicazione scritta si sovrapporrà a quella orale.
Si prefigura una svolta nella storia dell’uomo.
L’oralità diverrà minoritaria rispetto ai processi di comunicazione scritta. Questo perché qualunque elaborazione del testo che può essere controllato da specifiche operazioni sulla tastiera, si trasformerà in parola. È il caso dei segni, simboli iconici, immagini e quant’altro possa essere utilizzato da chi scrive ogni volta che ne ha bisogno.
Il computer e il web, hanno aperto ad un futuro nel quale la scrittura sarà il processo creativo essenziale e il discorso orale un semplice commento marginale di quel che è stato scritto.
Siamo infatti davanti ad uno strumento che ci offre la possibilità di connettere fra loro diverse lingue e, perché no, culture.
E ciò è tanto più vero, con le nuove generazioni, posto che cresceranno – e in parte già lo stanno facendo – sviluppando la propria creatività davanti al computer.
Avranno acquisito un nuovo concetto di scrittura e di linguaggio.
Con quali riflessi è facile immaginarlo: già non sanno scrivere oggi, come si può constatare leggendo i socialgroups – ma questo è un capitolo non limitato ai giovanissimi – disimparando la comunicazione verbale, quella che nella storia dell’uomo ha permesso l’interazione anche in assenza di alfabetizzazione, quali nuovi stili comunicativi e scenari si prefigureranno?
L’oralità è caduta: sì, ma solo quella?
E si badi, la mia non è una critica asettica, bensì, un interrogativo volto a comprendere gli esiti del linguaggio così ridefinito.
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