Ho letto con piacevole stupore una inusitata digressione dell’Aspen alle agende correnti; inusitata per l’apparente levità del tema e la forza dell’identità proposta.
“Italianità della lingua italiana”, questo, a grandi linee, l’argomento proposto ad una nutrita schiera di politici, manager, scrittori e linguisti.
Non so quanti di costoro avessero trasporto e, soprattutto, conoscenze sufficienti a metabolizzare gli assunti, ma certamente tutti avranno “mostrato” vivo interesse.
A differenza dei pochi Paesi europei che vantano una identità storica consistente, il nostro possiede una anomalia storica unica: la lontanissima nascita di una lingua unificata ben prima del formarsi di uno Stato nazionale. Una unificazione spontanea “dal basso”, senza costrizione politica, quasi sette secoli prima di quella amministrativa, istituzionale e militare.
Scrive Saverio Vertone :
“Che alla fine del Duecento, da Giulio d’Alcamo a Guido Guinizzelli, e cioè dalla Sicilia a Bologna, emergano le tracce di un volgare scritto sul quale Dante costruirà di lì a poco un ponderoso trattato, appare a me un miracolo tutto italiano”
A me più che un miracolo pare una naturale genesi storica: le altre nazioni europee sono nate nel Medioevo, l’Italia, come la Grecia, nell’età classica.
Si teorizza oggi una probabile imminente espansione della lingua inglese a scapito di altre lingue nazionali, più o meno come il latino dell’Europa imperiale fagocitò il gallico, l’iberico e l’etrusco.
Ma si dimentica che le grandi lingue di cultura come il greco o l’aramaico sopravvissero alla lingua dei conquistatori.
Dunque la forza dell’”italianità” dovrebbe essere sufficiente salvaguardia alla lingua italiana, nonostante l’attacco della vulgata di massa globalizzata.
Sono molto ottimista; una delle più dolci e complete lingue del mondo verrà risparmiata dalle profezie della koinè futurologica, che è ormai indirizzata alla previsione di soli disastri, per le sovranità rappresentative, per le civiltà, per la stessa nostra Casa nell’universo, distrutta da mutamenti climatici.
Viva l’Italia, viva gli Italiani, viva l’Italianità.
p.s.: non ricordo se l’ho scritto io o se l’ho copiato
[articolo scritto da Duval]
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agosto 21st, 2008 at 2:42 am
Google sostiene che è tutta farina del tuo sacco, a parte le citazioni.
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E sono sempre più basita, ti leggo e non mi annoio
Posso raccontarti un aneddoto?
Mi è spesso capitato di colloquiare con persone di cultura squallidamente nozionistica, quella non elaborata, dalla quale non trai alcuna lezione,
Quando questo confronto verbale, nel quale io tacevo per quasi tutto il tempo, arrivava al culmine (premetto che non ho diploma e che ho solo fagocitato migliaia di libri) e l’interlocutore, malcapitato, saliva sul piedistallo e ululava citazioni o enunciava tronfio paroloni ad effetto, io, girando e rigirando attorno al discorso, arrivavo a pronunciare questa frase : “Concordo pienamente, è una vergogna! Non se ne può più di una civiltà dove la classe politica continua imperterrita a perpetrare l’abigeato senza subire la giusta condanna!” …
Giuro che non uno è stato in grado di dirmi “Ma che …azz … dici???”.
Orgasmo, letterale.
Bouche
agosto 29th, 2008 at 8:07 pm
Sapevo che in Sicilia e’ nata la letteratura, non la lingua. Ma mi hai dato lo stimolo per approfondire.