Grazie Zingara. Ma non ha pretese d’essere un blog nel senso più noto. È nato all’improvviso – e sai perché – e potrebbe morire con la stessa velocità con cui è stato creato. La mia discontinuità ostacola i progetti di tipo “hobbystico” a lunga scadenza, soprattutto se questi sono travolti da nuove passioni. Staremo a vedere. Bacio
Avevo scopato a sufficienza negli ultimi tempi, un po’ in sala, un po’ in bagno, un po’ in sogno, un po’ a puttane; adesso la casa era pulita, la mente libera, la tasca leggera.
Ma la gramigna del tempo pareva soffocare ogni germoglio di entusiasmo; la consuetudine ai giochi sessuali, alle grandi e piccole labbra, ai simulati fremiti clitoridei, ai flaccidi orgasmi forzati imprigionava, come la bava del ragno, ogni anelito di sospirata novità.
Poi ho visto la farfallina, una sera su internet: lampo cerebrale, fuoco di speranza, progetto audace e fulminante.
Non è stato facile e perciò ancor più esaltante, probabilmente anche più del suo reale valore intrinseco. In questi casi i preliminari sono fondamentali: giorni di preparazione con la mente tesa al risultato, mille fantasie a briglia sciolta, accumulo di sensazioni e liquido seminale.
“Andiamo a Roma?” “Quando?” – non dice mai di no a Roma e le si illuminano gli occhi. “Ok, te ne parlo a cena”.
Le ho dato il pacco regalo dopo cena, quando è in allegra estasi da crostaceo e Franciacorta; lo ha scartato con il solito sorriso curioso e … “Ma sei scemo? Cos’è sta roba?” “Come cos’è! La farfallina!”.
L’ho convinta e, forse, anche incuriosita, ma … “Non ti prometto nulla, riguardo all’esito” “Ci mancherebbe … nessuna forzatura …”.
“Ma è efficace o una ciofeca commerciale?” “Guardi, sono stupita, vengono le ragazze con il passaparola, due anche ieri …lo stimolatore leopardato costa la stessa cifra ma … quello sì non vale la pena …”. È una signora incredibile, anche carina, e tratta i suoi prodotti come fossero ciliegie di Vignola: la farfallina la sente sua, la spiega appassionatamente, ti mostra come funziona, diritta o capovolta per stimolazione clitoridea o anale ( “ma anale in effetti serve poco, manca la penetrazione” ) e come si indossa (“si adagia sulla vagina, nella posizione più anatomica, si allacciano le cinghiette alle cosce, due per parte, si collega il filo e si utilizza il comando a mano per accendere e utilizzare l’intensità di vibrazione gradita”). “Si, però, se una volesse utilizzarla, per dire, in viaggio … con il filo di collegamento …” “Ah! C’è anche senza filo, comando a distanza … però costa tanto …” “Presa! Senza filo, comando a distanza! Ma … che distanza?” “Qualche metro, senza problema … molto intrigante se è il partner a comandare …”.
Sono salito a Modena, posti prenotati uno di fronte all’altro; lei è salita a Bologna, come di consueto; ma questa volta con una farfallina in più (speriamo che non ci abbia ripensato!). Aveva la gonna di jeans ed un sorriso malizioso che mi ha subito tranquillizzato. Temevo che salissero altri, di solito l’intercity delle 13,05 è quasi sempre vuoto in prima classe, invece: soli! Fra Bologna e Firenze abbiamo iniziato, in galleria; teneva le gambe leggermente larghe ed ha socchiuso gli occhi quasi subito; quando la lecco afferra con le mani qualcosa, la testiera del letto, il lenzuolo, la mia nuca, qui cercava di afferrare il sedile ma le dita non facevano presa; dopo pochi minuti ha iniziato ad inarcarsi leggermente ed a scivolare verso di me, le cosce aperte fin quanto consentito dalla gonna che era salita e …
PROFUMO DI FIGA
… l’ho sentito forte, intenso, nella mia testa ovviamente; inconfondibile profumo di figa.
C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico.
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Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo.
giugno 9th, 2008 at 8:54 pm
Non male questo blog, Signora Anonima.
giugno 9th, 2008 at 11:32 pm
Grazie Zingara.
Ma non ha pretese d’essere un blog nel senso più noto.
È nato all’improvviso – e sai perché – e potrebbe morire con la stessa velocità con cui è stato creato.
La mia discontinuità ostacola i progetti di tipo “hobbystico” a lunga scadenza, soprattutto se questi sono travolti da nuove passioni.
Staremo a vedere.
Bacio
giugno 10th, 2008 at 9:44 am
Questo non è virtualeggiare (rivaleggiare nel virtuale), mi piace.
Sono pigro, non ho alcuna intenzione di farmi un blog.
Sono incostante: se avessi un blog, passerei da superproduzione al nulla.
Ho un’idea da parassita: si potrebbe trasformare questo blog da due a quattro mani? Senza impegni reciproci di sorta? Senza allargarsi?
Un salottino per pochi intimi con l’impegno programmatico di scarseggiare nei contatti?
p.s. ho fatto cilecca, nonostante la buona volontà.
giugno 10th, 2008 at 12:19 pm
Questo ci accomuna
Questo è possibile
Questo non è molto chiaro
Questo è oltraggiante
giugno 10th, 2008 at 12:46 pm
Questo è oltraggiante
Dal mio punto di vista e’ invece assai curioso
)
Non vorrei aver capito male
)
giugno 10th, 2008 at 1:34 pm
Non so cos’hai capito tu, ma secondo me non ha focalizzato bene
giugno 10th, 2008 at 3:19 pm
Sara’ deformazione ma per me “cilecca” ha un solo significato…
Almeno in un contesto in cui non credo siano presenti le armi da fuoco
giugno 10th, 2008 at 11:50 pm
QUO VADIS FARFALLINA ?
A NON FARE CILECCA ?
Avevo scopato a sufficienza negli ultimi tempi, un po’ in sala, un po’ in bagno, un po’ in sogno, un po’ a puttane; adesso la casa era pulita, la mente libera, la tasca leggera.
Ma la gramigna del tempo pareva soffocare ogni germoglio di entusiasmo; la consuetudine ai giochi sessuali, alle grandi e piccole labbra, ai simulati fremiti clitoridei, ai flaccidi orgasmi forzati imprigionava, come la bava del ragno, ogni anelito di sospirata novità.
Poi ho visto la farfallina, una sera su internet: lampo cerebrale, fuoco di speranza, progetto audace e fulminante.
Non è stato facile e perciò ancor più esaltante, probabilmente anche più del suo reale valore intrinseco. In questi casi i preliminari sono fondamentali: giorni di preparazione con la mente tesa al risultato, mille fantasie a briglia sciolta, accumulo di sensazioni e liquido seminale.
“Andiamo a Roma?”
“Quando?” – non dice mai di no a Roma e le si illuminano gli occhi.
“Ok, te ne parlo a cena”.
Le ho dato il pacco regalo dopo cena, quando è in allegra estasi da crostaceo e Franciacorta; lo ha scartato con il solito sorriso curioso e …
“Ma sei scemo? Cos’è sta roba?”
“Come cos’è! La farfallina!”.
L’ho convinta e, forse, anche incuriosita, ma …
“Non ti prometto nulla, riguardo all’esito”
“Ci mancherebbe … nessuna forzatura …”.
“Ma è efficace o una ciofeca commerciale?”
“Guardi, sono stupita, vengono le ragazze con il passaparola, due anche ieri …lo stimolatore leopardato costa la stessa cifra ma … quello sì non vale la pena …”.
È una signora incredibile, anche carina, e tratta i suoi prodotti come fossero ciliegie di Vignola: la farfallina la sente sua, la spiega appassionatamente, ti mostra come funziona, diritta o capovolta per stimolazione clitoridea o anale ( “ma anale in effetti serve poco, manca la penetrazione” ) e come si indossa (“si adagia sulla vagina, nella posizione più anatomica, si allacciano le cinghiette alle cosce, due per parte, si collega il filo e si utilizza il comando a mano per accendere e utilizzare l’intensità di vibrazione gradita”).
“Si, però, se una volesse utilizzarla, per dire, in viaggio … con il filo di collegamento …”
“Ah! C’è anche senza filo, comando a distanza … però costa tanto …”
“Presa! Senza filo, comando a distanza! Ma … che distanza?”
“Qualche metro, senza problema … molto intrigante se è il partner a comandare …”.
Sono salito a Modena, posti prenotati uno di fronte all’altro; lei è salita a Bologna, come di consueto; ma questa volta con una farfallina in più (speriamo che non ci abbia ripensato!). Aveva la gonna di jeans ed un sorriso malizioso che mi ha subito tranquillizzato.
Temevo che salissero altri, di solito l’intercity delle 13,05 è quasi sempre vuoto in prima classe, invece: soli! Fra Bologna e Firenze abbiamo iniziato, in galleria; teneva le gambe leggermente larghe ed ha socchiuso gli occhi quasi subito; quando la lecco afferra con le mani qualcosa, la testiera del letto, il lenzuolo, la mia nuca, qui cercava di afferrare il sedile ma le dita non facevano presa; dopo pochi minuti ha iniziato ad inarcarsi leggermente ed a scivolare verso di me, le cosce aperte fin quanto consentito dalla gonna che era salita e …
PROFUMO DI FIGA
… l’ho sentito forte, intenso, nella mia testa ovviamente; inconfondibile profumo di figa.
C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico.