Anche l’Italia sta avanzando in questo senso: 25 milioni di internauti (dati dello scorso 3 giugno).
I giovani, come sempre, sono i più ricettivi: l’83% utilizza le tecnologie digitali e il 72% possiede un cellulare con funzioni avanzate.
La blogosfera lievita: solo in Italia ci sono 3 milioni di blogger, 10 milioni di lettori e 5 milioni di contributori.
Tra parentesi, l’Italia è la quarta lingua parlata nella blogosfera (almeno in questo non siamo ultimi).
Questi dati, però, non devono tradursi in una asfissiante campagna advertising.
Nella fattispecie mi riferisco agli omnipresenti banner che sembrano piazzati per creare disturbo e distrarre l’internauta. Tanto è noto che non sono “ficcanti”.
Capisco che il famoso sorpasso – internet su tv – induca a moltiplicare queste forme pubblicitarie, ma l’advertising ha diversi strumenti per veicolare il messaggio.
Il banner peraltro infastidisce quasi il 50% degli internauti.
Su questo punto, anche lo stimato e mondialmente riconosciuto guru del marketing Philip Kotler – proprio ieri ad una convention a Milano – ha invitato a riconsiderare l’advertising, in funzione delle istanze degli utenti.
Non più dunque la tradizionale e consumata strategia di induzione al bisogno, ma una più efficace ricerca che guidi verso il riconoscimento degli attuali e modificati bisogni delle persone, sempre più sofisticate nella selezione.
Tra gli strumenti più performanti, oggi, vanno considerati i blog, i forum e tutti i luoghi di scambio di informazione.
Le aziende all’avanguardia lo hanno capito e prontamente hanno aperto al corporate blog, strumento di interazione che fornisce agli utenti l’opportunità di contribuire a migliorare il prodotto, dando, tra l’altro, la percezione agli stessi, di condivisione, di partecipazione e dunque di coinvolgimento nelle scelte dell’impresa.
Questo è il marketing del terzo millennio
Del resto, anche negli Stati Uniti, la percentuale di insuccesso sui nuovi lanci è pari al 95%, ovvero, soltanto un 5% delle promozioni pubblicitarie dà luogo ad una risposta – ROI – significativa dal punto di vista reddituale, in ragione dell’investimento effettuato.
Il mondo è cambiato – nel male e nel bene – a quando il rinnovamento del marketing?
Ci libereremo dei fastidiosi banner lampeggianti, finalmente?
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