Che la faccia sia lo specchio dell’anima è, tutto sommato, un’affermazione abbastanza verificabile.
Che questo condizioni le nostre scelte, è pleonastico (eh?) nel senso che è chiaro che la nostra personalità influenzi le scelte, quando sono libere.
Che cosa voglio dire con ciò?
Lo scoprirò scrivendo. Si tenga anche conto del fatto che sono le 6,40 in questo momento e che legittimamente sto vaneggiando.
Parentesi: oh, io scrivo a briglie sciolte, in base all’umore. Scanzonato, ironico, allegro, serio, preoccupato, tragico, anzi no, il tragico lo vado a piazzare in altro “luogo”. Ah, ecco, ecco spiegato l’arcano… poiché scrivo in altri siti, e il tempo è risicato, è il mio umore a guidarmi.
Quando ho la vena creativa scrivo in un blog,
se sono cupa o nervosa – com’ero nei giorni scorsi – scrivo in un altro,
se sono “normale” (ammesso che io possa esserlo), scrivo nei corporate blog.
Negli altri casi sono qui.
Fatta questa ridicola e autoironica premessa, vado ad esplicare il mio concetto profondo
)
Assumendo che la faccia è (ovviamente il congiuntivo è fuori luogo) lo specchio dell’anima, anche la pigmentazione, il colore degli occhi, le tonalità delle labbra, lo sono. Lo è anche la tonalità della pelle abbronzata. Io, ad esempio, non scurisco molto: divento ambrata … bello, né (alla faccia, che pensieri profondi stamattina) ed anche il colore dei miei occhi muta. E per forza: mutevole io, mutevoli i miei occhi, ahahah.
A già, gli occhi. Il blog di un’amica ha ispirato appunto questa elucubrazione
Io, occhi dorati ho “casualmente” scelto – trattandosi di blog a carattere spensierato, vario ed eventuale, una base verde oro; lei occhi di ghiaccio si è orientata al blu azzurro grigio.
Scusate, non è forse anche questo un ulteriore supporto alle premesse di cui sopra?
È o non è vero che quello che siamo è tracciato sul nostro volto? E allora, dove sta la notizia? Non sta!
Nota: a parziale smentita di tale scientifica affermazione, ho un blog rosso, uno azzurro, uno multicolor, uno nero… ahah e ma non è una confutazione, perché io ho parlato di blog “scanzonato”, libero, senza linea editoriale, qual è questo. Quindi, il colore è coerente con la mia personalità e i miei occhi…
Ma io che cambio continuamente espressione, come posso dare una linea? A me han detto di tutto.
Altera, superba, dolce, impaziente, disponibile, austera, intollerante, dura, tenera, seria, scanzonata, algida, passionale, razionale, spiritosa, triste… e la mia faccia, o meglio, la mia espressione assume realmente queste caratteristiche, tanto da essere la “musa ispiratrice” di tali percezioni.
Che ho detto? Non lo so, però l’intenzione era di scrivere una riflessione profonda.
Mi sto grattando la testa, ancora scapigliata, fra un ghigno stronzo e un sorriso sornione. Ma va bene così. La parte intrigante dei personal blog è proprio questa, la spontaneità. Perché se anche il blog – non professionale – diventa impegnativo, quasi maniacale, tale da richiedere un’estrema cura nella stesura e revisione del testo, bè è un ibrido: né professionale – perché non lo è – né personale – perché è sovra strutturato.
Ecco, io voglio sentirmi libera anche nelle mie manifestazioni scritte e questo blog è una libera esternazione.
A costo di scrivere cazzate, ma almeno sono me stessa… (una cazzara?) Si può mica essere seri 24 ore al dì.
Torniamo al colore. Va bè, può darsi che più tardi verrò a precisare la teoria cui ho fatto cenno.
Au revoir
(al quarto caffè, fra una pausetta e l’altra, sono arrivata alle 7. Ora posso iniziare la giornata)
luglio 18th, 2008 at 12:09 pm
Eppure non fa caldo, alle sei di mattino poi …
luglio 18th, 2008 at 5:01 pm
si è discusso molto, troppo a mio parere, sull’interesse intrinseco dei blog troppo personali, troppo spontanei. io ricordo in questi casi che all’università oggi si studiano le corrispondenze private di cento anni fa, come documenti importanti per capire il costume e la società, nonché come fonti storiche, perché i fatti storici che si studiano sui libri hanno anche dei riflessi nelle storie personali.
questo straordinario misto di pubblico e privato che stanno accumulando i blog, tra cent’anni sarà una miniera da studiare. come minimo. quanto all’utilità o all’inutilità di un certo modo di bloggare, basta leggere il frammento di eraclito che riporti: non siamo mai gli stessi. scrivere un post oggi su un argomento non è come scriverlo domani. se domani scriverai sullo stesso argomento, lo farai tenendo conto di quello che hai scritto oggi. oggi sei più spontanea perché hai scritto alle sei e quaranta, domani scriverai in un mezziogiorno solare e razionalista, che ne so. ma sarai sempre tu. e i classificatori ed “esanimatori” dei blog se ne faranno una ragione.
ciao
luglio 18th, 2008 at 6:25 pm
Sì, è così.
Tra l’altro, oltre al Panta Rei eraclideo, mi auto-cito sostenendo che l’anonimato non esiste proprio in ragione della personalità. Se, come ho scritto, è originale, singolare o comunque di un certo spessore, emergerà a dispetto di qualsivoglia nick… che posso anche cambiare… ma mi si riconoscerà sempre
Bell’analisi Alessandro.