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	<title>Commenti a: Oltre l&#8217;apparenza&#8230; oltre il dito</title>
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	<description>Oltre l'apparenza</description>
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		<title>Di: Bouche</title>
		<link>http://www.signora-anonima.com/oltre-lapparenza-oltre-il-dito/comment-page-1/#comment-446</link>
		<dc:creator>Bouche</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 06:16:44 +0000</pubDate>
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		<description>Chiusa. Nei pensieri che galoppavano. E nel cappotto.
Camminava nei vicoli della città che amava, nella quale era nata, sola.
Senza paura dei pericoli insiti in una passeggiata serale in pieno inverno, in centro.
Tra antiche costruzioni alle quali fortunatamente un&#039;amministrazione intelligente aveva ridato lustro.
Era strano, quel suo vagare.
Ma a volte succedeva che si perdesse.
Che perdesse la sensazione del tempo, o del cosa e del come.
Le accadeva di perdere completamente la visione globale di ciò che era il mondo, il suo mondo.
E di ignorare segnali, regole, insegnamenti, catechismi fatti propri.Uscendo dai binari, conscia che il deragliamento le sarebbe costato un altro pezzo di anima.
Alzò la testa, la Luna era enorme.
Piena in un cielo terso e scuro.
Un cielo di febbraio, che sembrava preannunciare la primavera.
Primavera?
Il freddo intenso la distolse da questa idea balzana, e le rubò anche la sensazione.
La Luna era enorme.
Ma ... ops, dove si era nascosta?
Era lì un minuto fa.
L&#039;avrebbe giurato su qualsiasi cosa, sul bene più prezioso, sul suo sogno più importante.
Era sparita.
L&#039;aveva immaginata?
Guardando il proprio dito indice puntato verso il cielo e stranamente luminoso, continuò a cercare la tonda sfera che tanto sentiva, la Luna, fino a quando i piedi la condussero come automi a casa.
Il suo dito smise di puntare il cielo e aiutò le altre dita a cercare le chiavi.
Premette il pulsante nell&#039;ascensore, poi smise di fare il protagonista e tornò ad essere una delle dieci dita.
La donna i svestì, si lavò e struccò.
Pigiama caldo.
Un pelouche, retaggio di bimba.
La tapparella da abbassare.
E dal vetro la Luna, enorme, luminosa, ma un po&#039; beffarda, le diede la buonanotte con un risolino che era un monito.
Che la donna colse.
E che si trasformò in una lacrima lucente.
Strinse Mr. Hope, il suo pelouche.
Lasciò l&#039;abat-jour accesa.
Chiuse i pugni, per non dare importanza alle proprie dita.
E attese che gli occhi cedessero al sonno.
L&#039;ultimo pensiero fu ... Sbagli, tu, saccente amico.
So imparare.

Bouche</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiusa. Nei pensieri che galoppavano. E nel cappotto.<br />
Camminava nei vicoli della città che amava, nella quale era nata, sola.<br />
Senza paura dei pericoli insiti in una passeggiata serale in pieno inverno, in centro.<br />
Tra antiche costruzioni alle quali fortunatamente un&#8217;amministrazione intelligente aveva ridato lustro.<br />
Era strano, quel suo vagare.<br />
Ma a volte succedeva che si perdesse.<br />
Che perdesse la sensazione del tempo, o del cosa e del come.<br />
Le accadeva di perdere completamente la visione globale di ciò che era il mondo, il suo mondo.<br />
E di ignorare segnali, regole, insegnamenti, catechismi fatti propri.Uscendo dai binari, conscia che il deragliamento le sarebbe costato un altro pezzo di anima.<br />
Alzò la testa, la Luna era enorme.<br />
Piena in un cielo terso e scuro.<br />
Un cielo di febbraio, che sembrava preannunciare la primavera.<br />
Primavera?<br />
Il freddo intenso la distolse da questa idea balzana, e le rubò anche la sensazione.<br />
La Luna era enorme.<br />
Ma &#8230; ops, dove si era nascosta?<br />
Era lì un minuto fa.<br />
L&#8217;avrebbe giurato su qualsiasi cosa, sul bene più prezioso, sul suo sogno più importante.<br />
Era sparita.<br />
L&#8217;aveva immaginata?<br />
Guardando il proprio dito indice puntato verso il cielo e stranamente luminoso, continuò a cercare la tonda sfera che tanto sentiva, la Luna, fino a quando i piedi la condussero come automi a casa.<br />
Il suo dito smise di puntare il cielo e aiutò le altre dita a cercare le chiavi.<br />
Premette il pulsante nell&#8217;ascensore, poi smise di fare il protagonista e tornò ad essere una delle dieci dita.<br />
La donna i svestì, si lavò e struccò.<br />
Pigiama caldo.<br />
Un pelouche, retaggio di bimba.<br />
La tapparella da abbassare.<br />
E dal vetro la Luna, enorme, luminosa, ma un po&#8217; beffarda, le diede la buonanotte con un risolino che era un monito.<br />
Che la donna colse.<br />
E che si trasformò in una lacrima lucente.<br />
Strinse Mr. Hope, il suo pelouche.<br />
Lasciò l&#8217;abat-jour accesa.<br />
Chiuse i pugni, per non dare importanza alle proprie dita.<br />
E attese che gli occhi cedessero al sonno.<br />
L&#8217;ultimo pensiero fu &#8230; Sbagli, tu, saccente amico.<br />
So imparare.</p>
<p>Bouche</p>
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