Seguiamo sempre quest’ordine?
Uhm, temo che spesso si salti il primo passaggio…
I professionisti della scrittura raccomandano di limitare l’uso dei termini inglesi all’essenziale, all’inevitabile e io condivido.
Infatti, se dobbiamo dire o scrivere film, computer o parole entrate nel nostro vocabolario quotidiano, è banale tentare di italianizzarle ottenendo ad esempio: pellicola cinematografica o elaboratore elettronico.
Ma se dobbiamo riferirci ad un concorrente, perché scriviamo competitor?
E se poi scriviamo pure scorrettamente, che figura ci facciamo? Eppure è un comportamento fin troppo diffuso: provate a visitare i siti di noleggio auto e scoprirete che quasi tutti si sono preoccupati di garantire il “confort” delle autovetture.
Ma il comfort dove si è nascosto?
Se ci fa sentire meglio, proviamo almeno a scriverle correttamente e tenendo presente, inoltre, che all’interno di un testo italiano le parole straniere non si declinano al plurale, a meno che non siano entrate nella nostra lingua già così come jeans, avances…
È corretto quindi scrivere “i computer” e non “i computers”, “i competitor”
“i competitors”, “i blog” “i blogs“, “i blogger” e così via.
E infine, attenzione alle insidie delle migrazioni linguistiche: i falsi amici. Meglio avere il dizionario a portata di mano.


