Io credo che, nel corso della propria esistenza terrena, ogni individuo maturi, consciamente o inconsciamente, una filosofia esistenziale basata sul ritmo del proprio pensiero.
La maggior parte attingendo ad esperienze personali, altri elaborando ed adattando il pensiero altrui.
Schematizzando mi pare di poter affermare che il pensiero filosofico nutre e viene nutrito da tre momenti specifici: Estetica, Etica e Religione.
Ho letto con piacevole stupore una inusitata digressione dell’Aspen alle agende correnti; inusitata per l’apparente levità del tema e la forza dell’identità proposta.
“Italianità della lingua italiana”, questo, a grandi linee, l’argomento proposto ad una nutrita schiera di politici, manager, scrittori e linguisti.
Non so quanti di costoro avessero trasporto e, soprattutto, conoscenze sufficienti a metabolizzare gli assunti, ma certamente tutti avranno “mostrato” vivo interesse.
Camillot Ammazzadraghi era il più valente cavaliere di Re Artù: coraggioso, fedele, pronto al sacrificio per il suo Re e la sua Terra e … modesto; aveva ripetutamente rifiutato offerte di partecipazione al Grande Fratello e all’Isola dei Famosi gettando nello sconforto le ragazze del regno che avevano ormai un callo sul dito preferito. Camillot era il figlio che ogni mamma del regno avrebbe desiderato, danneggiando in tal modo involontariamente il Sovrano, goloso di cetrioli.
Ma la perfezione è un bruscolo nell’occhio del Diavolo, ed il Maligno riuscì ad installare un virus in quella macchina perfetta.
So di aver lasciato delle incompiute. Temi che attendono la naturale conclusione, ma l’avevo detto nella presentazione che io scrivo quando sono nelle condizioni mentali di farlo. Se non ne ho voglia, non spingo sul mio acceleratore.
Per esigenze di “copione” limiterò la trattazione al solo colore elettronico.
La distinzione è d’obbligo perché è noto che il colore elaborato attraverso i monitor, in particolare, quello utilizzato nel web non ha corrispondenza con quello impiegato in contesti diversi, visivi e percettivi, in quanto ha caratteristiche differenti.
Avevo accennato all’uso e all’importanza dei segni anticipandone alcuni tratti. Oggi, dopo alterne vicissitudini, ne parlerò più diffusamente.
Eccolo qua l’ossimoro… checché ne dica Duval ![]()
Parlo di libertà di espressione mentre mi cimento in regole per comunicare efficacemente con segni, simboli, icone, indici visivi e codici: cinesici, mimetici, prossemici nell’ambito dello spazio visivo.
Ma l’uso dei segni appropriati è finalizzato a scongiurare il rischio di una codifica deviante. Ciò è possibile grazie alle condivise presupposizioni, inferenze e implicazioni.
Sto aspettando il treno.
sono sicura che arriverà da un momento all’altro, mentre, magari, sto distrattamente sorseggiando una tazza di tè, oppure ingerendo uno dei miei medicinali, o, addirittura, mentre riposo gli occhi assopita.
Speriamo che qualcuno mi aiuti a salire.
et fiat lux
Dopo giorni di ritiro frustrante, sono di nuovo tra voi con qualche chilo in più rispetto all’immagine di cui al precedente post
)
Tutto nasce dal fatto che sono troppo smanettona e non posso resistere alla tentazione di cambiare, modificare, fare, brigare.
Ho ancora qualcosa da sistemare, ma sostanzialmente il blog ora funziona.
A presto
Quando mi vedrai, mi avrai vista invano se il mio nome non sai qual è
da altro blog e da nick capace:
“Questa società MALATA basata su uno sviluppo esponenziale illimitato (quello che viene chiamato TUMORE in biologia) ora vacilla, entra in crisi isterica perché l’aumento dell’energia (assolutamente tardivo, purtroppo) inizia ad incidere sugli sprechi.
Che la faccia sia lo specchio dell’anima è, tutto sommato, un’affermazione abbastanza verificabile.
Che questo condizioni le nostre scelte, è pleonastico (eh?) nel senso che è chiaro che la nostra personalità influenzi le scelte, quando sono libere.
Che cosa voglio dire con ciò?
“Perché finge di leggere?”
Un attimo, gelido: la fontanella si spegne, i colombi si fermano, i suoni ghiacciano. Ripiega con cura il libro attorno all’indice della mano destra, volge lentamente la testa e mi pianta gli occhi nel cuore, duri e freddi come lame di Toledo.
Ma son secoli ormai che, a Toledo, non si forgiano lame da conficcare nella carne, in battaglia; ora, nonostante l’aspetto, svolgono un ruolo di ludico conflitto simulato.
Mi fissa … e non favella.
Sto scherzando naturalmente.
Però mi mette una certa ilarità scoprire in questo momento che per la keyphrase “rubrica Travaglio” non solo sono posizionata – I love posizionare – in seconda e terza posizione su Google, seguita dal noto Grillo, che ha dedicato ben più di due post all’amico. Altro che i miei 2 striminziti. Poi Wikipedia ed altri, ma addirittura davanti a lui, proprio lui – ops, non me ne ero accorta
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