Perché a progetto?
Perché ho qualcosa da comunicare in questo momento e non voglio farlo abusando dell’altrui ospitalità.
Perché oltre a questo obiettivo, non riesco a prevederne altri.
Perché non sono, nel bene e nel male, una costruttrice di programmi. Mi annoiano le scalette, i palinsesti e i progetti a lunga scadenza.
Ma amo scrivere. Lo facevo sin da bambina, nascondendo le mie creazioni pasticciate fra i libri di scuola, affinché mia madre non scoprisse che mi “distraevo”.
Scrivo, scrivo, scrivo su tutto, dappertutto: in ufficio, in casa, in treno, in aereo, in bagno. Quando ho l’ispirazione, scrivo.
E scrivo molto anche al computer, per amore e per professione.
Di me hanno detto: “è normale che dove finiscano le tue mani, debba in qualche modo cominciare una tastiera”
Rivisitazione di un brano di De Andrè.
Scrivo e smanetto per passione, ma la mia sete di sapere e approfondire, mi porta a leggere e studiare molto.
Scrivo quando voglio scrivere, senza impegnarmi in una costante produzione.
Se avrò da comunicare, lo farò, altrimenti non andrò a caccia di ispirazioni.

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