Duval on luglio 4th, 2008

Potrei vivere anche di sola forma, nella poesia.

Oggi, perduto l’utilizzo della metrica come ingrediente “musicale”, l’affermazione può apparire un paradosso; ma se ripenso al latino …

VIRGILIO: BUCOLICHE
ECLOGA I

Prima strofa

Metro = esametro dattilico

Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
silvestrem tenui musam meditaris avena;
nos patriae fines et dulcia linquimus arva;
nos patriam fugimus: tu, Tityre, lentus in umbra
formosam resonare doces Amaryllida silvas.

(Titiro, tu riposando sotto la chioma di un ampio faggio
studi sull’esile zampogna una melodia silvestre:
noi lasciamo i confini della patria e i dolci campi
Noi fuggiamo dalla patria: tu, Titiro, riposando nell’ombra
fai risuonare le selve del nome della bella Armellide.)

Chiudi gli occhi, fregatene del significato ed ascolta come veniva declamata in latino, con le sillabe accentate e la cadenza musicale della metrica:

– ty – re – – pa – tu – – re – cu – bàns – sub – tèg – mi – ne – – gi

Che ne dici?

[articolo scritto da Duval]

post correlati

2 Responses to “Poesia e metrica”

  1. Fa caldo, eh? :-) )

  2. Fa caldo, eh? :-) )

Trackbacks/Pingbacks

Leave a Reply

You will be able to edit your comment after submitting.

Quota il testo selezionato