Duval on luglio 4th, 2008

Giù dalla fronda del salice

piangente,

goccia a goccia,

stilla l’umido della notte,

fuggente.

Ruota infinita d’incerti

tormenti;

notte corrosa da fiamme,

sognanti.

Tardi s’avanza il mattino,

profumo dolce schiarito

d’intorno;

profumo di pino.

Avanza un rondò di Mozart,

al fremito lieve

di foglie stordite,

al grigio tormento di gioie,

svanite.

Volto sul tronco: è mio?

Scendono pigre le gocce,

profonde;

gelide perle d’affanni

discosti,

incerte sull’esser umane,

o di fronde.

Rondò di Mozart : un addio?

[articolo scritto da Duval]

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