Secondo gli esperti di comunicazione
“su un blog non vi è un solo emittente che imposta la comunicazione, ma tale flusso è quanto mai ambivalente, in quanto i destinatari diventano essi stessi emittenti nel blog che costruiscono insieme all’autore diciamo così “principale” impostando insieme a lui (e talvolta anche senza la sua approvazione) una tipologia di comunicazione, il più delle volte non organizzata ma improvvisata, senza uno specifico stile o un preciso scopo.
La tipologia di questo prodotto per internet è troppo anarchica per essere passibile di una analisi comunicativa”.
Con tutto il rispetto per questa disciplina che seguo con interesse e attenzione, dissento.
Non condivido la tesi espressa, perché la maggior parte dei blog è strutturata in modo tale da consentire
solo al blogger – emittente principale – di impostare l’argomento.
Il blog è uno strumento in cui l’autore decide cosa e come scrivere.
I lettori possono commentare, ma i loro interventi, oltre a non far parte del corpo principale del testo, non influenzano lo stile dell’emittente.
Di più, ci sono tantissimi blog che contano migliaia di visitatori unici al giorno e quasi zero commenti. Un nome su tutti Matt Cutts: migliaia e migliaia di visitatori a fronte di 20-30 commenti a post.
Poi, per carità, ci sono anche i “massificatori” che fanno riempire pagine e pagine di commenti simili e a briglie sciolte.
Ma anche in questo caso, manca una vera interazione. Infatti il blogger in questione – o chi per lui, come è più verosimile – non replica.
Ciò denota che il feedback richiesto sta nei feeds e non nella relazione bipolare.
Ecco qui il punto focale: forse si vuole evidenziare questa differenza, ovverosia, che il blog sfugge all’analisi comunicativa per mancanza di bipolarità.
Su questo e solo su questo, convengo: il blogger interagisce con i lettori solo mediante le teorie esposte nel suo articolo e, anzi, talvolta – ma ciò non attiene la sfera dei professionisti – impostando la moderazione preventiva dei commenti (caratteristica, peraltro, poco diffusa e quindi di irrilevante interesse).
Il blog non è una tipologia comunicativa anarchica.
Al contrario, è ben organizzata.
Senza allontanarci troppo alla ricerca dei numerosi blog seri e autorevoli che popolano la blogosfera, soffermiamoci ad esaminare i pochi elencati nel mio blogroll: hanno un registro comunicativo inconfondibile, affatto soggetto ad interferenze.
Altra cosa sono i Social, i forum aperti a tutti, dove ogni iscritto può avviare un argomento e mantenere lo stile linguistico che gli è proprio, purché in tema e nel rispetto delle regole.
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