Non so con quali parole esprimere ciò che ho provato leggendo questa dedica scritta da Bouche per me… ricordando quella notte…
la notte che ci ha fatte incontrare.
Ti abbraccio
Cammino sicura, attraverso la sala, accanto ad una persona amica che mi traghetta come Caronte, ancora inconsapevole di quanto vicino sia alla dantesca figura, tra i tavoli per raggiungere chi ci attende.
Sono la sopresa della serata. Il fiocco sul pacco regalo. Il mistero tra misteri troppo svelati.
Cammino nella penombra, non incrocio sguardi, non ammicco…non sogno.Lo spettacolo ha inizio, stringo mani e … una fitta dietro la nuca, e milioni di stelle mi invadono gli occhi, e li chiudono, un battito di ciglia non da ammaliatrice ma da preda catturata.
Accecata, cedo al loro brillare e al calore, anche se sa di inferno, che quella luce, che arriva dal cielo o comunque da un luogo lontano, sprigiona.
Il calore si espande, fa un giro veloce di giostra e poi mi sceglie.Cedo, cado.
Mi arrendo, libera, così credo, mi sgancio dalla terra e non mi interessa più il controllo del mio corpo. Non devo posare per alcuna recita.
Non c’è più recita alcuna, per me, stasera.
Niente più misteriosa fiamma tra fuocherelli di strada, niente più occhiate a noti sconosciuti e ignoti conoscenti.
Lascio il corpo in preda a se stesso e la mia mente aperta alla folgore.
Senza barriere, senza porre limiti, questa arriva, mi invade ed io mi lascio andare, e la folgore mi possiede.
Una scintilla, esplosione silente ma che io vivo come un fuoco di artificio a me riservato, che dura poco più di un istante.E poi si spegne
lasciando una piccola bruciatura, un sottile filo di fumo, nella mia testa, dentro la mia testa.
Ma quel piccolo segno ora è padrone di me. Ed io, impotente, non posso far altro che sentirla dominante.
Mi arriva un brusio indistinto di voci, dal mondo che fino a poco fa era il mio, ma non riesco a far miei quei suoni e decido di non preoccuparmene. Ecco che arriva il Re del Sonno, reclamando la sua parte, un piccola parte di quel segno nella mia testa è suo, sostiene. Ed io accolgo Morfeo che mi abbraccia, mi isolo dalle voci, ora più forti e timorose, e mi adagio.Ma brucia qualcosa e forse dovrei svegliarmi per controllare che sia tutto in ordine, prima di lasciarmi andare al sonno.
Ma perché non controllo nulla? Neanche le lacrime che scendono ribelli, senza spegnere il fuoco, e che anzi fanno male. E nel fuoco un freddo che attanaglia e il battito dei miei denti, il tremore delle mie palpebre, un urlo di sirene, e il buio ……………………
luglio 14th, 2008 at 1:13 am
Ora sono le mie, di lacrime, che portano il tuo nome.
Dolci sogni.
Marina
luglio 15th, 2008 at 2:42 pm
Non so a cosa si riferisca, se e’ un evento particolare o un sogno, ma e’ scritto tanto bene da lasciare aperta ogni ipotesi per cui ognuno con la propria immaginazione puo’ interpretarlo.
Complimenti